Caso del mese - ottobre 2020

Una scrofa che non mangia prima del parto


La scrofa dovrebbe partorire fra 1-2 giorni (4° parto) e non mangia bene già da diversi giorni. Attualmente non mangia proprio. Finora era sempre stata una scrofa vivace e non complicata.

 

Da oggi si alza per andare alla mangiatoia soltanto quando la si invita vigorosamente. La temperatura corporea è con 37.6-38.2°C troppo bassa, la superficie corporea è fredda e la pelle è pallida.

 

Dopo l’ultimo parto non aveva tanto appetito, ma non così poco come attualmente. Altrimenti non era mai stata malata.

 

Le feci sono normali, magari un po’ troppo dure. Sarà perché beve troppo poco molto probabilmente. Non sembra avere dolori. Una settimana fa è stata messa in una stalla separata. Ottiene praticamente lo stesso cibo come una scrofa messe in asciutta solo meno foraggio secco.

 

La consulente consiglia di darle i rimedi Caulophyllum e Nux vomica.

 

Feedback il giorno successivo:

Sembra molto più vivace e sveglia. Oggi la scrofa è stata riportata nella stalla per le scrofe messe in asciutta per avere un po’ di compagnia. Lì si è poi messa a mangiare. Attualmente è di nuovo tornata nella stalla per partorienti. Anche lì va alla mangiatoia e mangia.

 

La consulente consiglia di continuare con il rimedio Caulophyllum fino al parto.

 

Feedback dalla procedura di garanzia esterna dopo 4 settimane:

Parto normale, nessun ulteriore problema.

 

Osservazioni sul caso:

L’omeopatia può essere di gran aiuto quando si verificano delle problematiche relative al parto. In casi acuti può addirittura aiutare entro pochi minuti. Per esempio in caso d’indigestione, di doglie troppo deboli o di problematiche simili. La aiutiamo volentieri!

 

 

Anticipazione:

Il vitello di razza Simmental Orson viene curato a causa di diarrea e problemi polmonari che si sono verificati dopo una terapia con degli antibiotici.

 
 
 

Previsione - novembre 2020

Il vitello di razza Simmental Orson viene curato a causa di diarrea e problemi polmonari che si sono verificati dopo una terapia con degli antibiotici.


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